venerdì 20 novembre 2009

ri-leggo: "Gesù, insegnaci a pregare"

Gesù, insegnaci a pregare
Maddalena di Spello - Marietti – 2009

Capitolo XI: Preghiera

"Che ne so io della preghiera!"

Che bello !!!

Questa è la frase centrale del libro secondo me.
E' verissimo ... solo chi conosce Maddalena può capire questa frase appieno.
Racchiude una verità, un modo di essere, un modo di fare ... e forse altro.
La preghiera ... sono state scritte montagne di libri e trattati, ma la preghiera è parlare con il Padre.
Si si può discutere su tutto ma la preghiera è una espressione assolutamente personale, unica per ogniuno di noi.
Io personalmente trovo di grande aiuto ma soprattutto di fondamentale importanza la preghiera "canonica", e con questo termine intendo le preghiere che ci indica la chiesa; dall' Ave Maria alla Liturgia delle Ore passando per l' Angelo di Dio e tutte le altre.
Secondo me se non si parte da li non si parte neanche ...
Ovvio non è una regola la mia, è un mio pensiero, poi ci sono le eccezioni come ci sono in tutte le cose.
Per me è stato fondamentale. Specialmente il Rosario, la preghiera "ripetitiva e monotona" come dicono gli intelligenti ...
Ma Gesù cerca i poveri ... quindi tutto torna :-)
E poi lentamente, tutto cambia, non necessariamenti si lascia la modalità iniziale, ma aumentando l'amicizia, la confidenza, cambia anche la modalità di comunicazione ed ecco che la preghiera diventa unica e personale.


[ La perfezione di Gesu' ]
"Avere una sola faccia, una sola parola,
essere integro di pensiero, di parole e di vita.
Avere amore per verita'.
Questa perfezione che e'
di essere misericordioso
come il Padre."

In poche righe ci traccia la strada da seguire. Eppure è così difficile riuscire ... e forse la cosa più difficile è quella che leggendo sembra più facile (non è un gioco di parole). Essere misericordioso come il Padre.
Ma chi ci riesce ... se ci viene voglia di schiacciare il nostro fratello che ci ha tagliato la strada in macchina, e magari non lo ha fatto neanche intenzionalmente ...


"Oggi le devozione al mio Sacro Cuore
e' di essere Me stesso in mezzo agli uomini."
(Paray le Monial-1964)

Dal 1964 ad oggi ... quanti anni ... io ero ancora in fascie.
Senz'altro con tutti i limiti del nostro essere umano, con tutta la nostra fragilità e pochezza, Maddalena ha ubbidito e ha cercato di attualizzare questa richiesta. Come dice nel Canto dell' Allodola (più o meno così): " Oggi le mani di Cristo nella storia, sono le mie."


"Cio' che Gesu' oggi cerca sono i piccoli che nella vita quotidiana lo desiderano con cuore sincero, perseveranti nel lasciarsi plasmare ed educare da Lui stesso."

Non credo sia difficile trovare chi cerca Gesù con cuore sincero ... ma è sicuramente più difficile trovare chi è disposto a "lasciarsi plasmare da Lui" ... e naturalmente parlo per me per primo. Ma non bisogna scoraggiarsi, bisogna saper accettare la nostra situazione di vita con la pace nel cuore che viene da Lui solo. Non è rassegnazione, ma consapevolezza che su ogniuno di noi c'è un disegno e che l'obbiettivo finale è la nostra felicità che non si raggiunge senza passare per la croce perchè questa è la strada che ha percorso Lui. La croce non è "sofferenza" tanto per soffrire, ma è abbandono della nostra volontà e offerta di noi stessi per il fratello.

estefano

domenica 15 novembre 2009

15 Novembre, Lazzaro, la vendetta ...

:-)

voglio annotarmi questa cosa perche' lo vedo un po' come un segno di non so che cosa, ma un segno.
Anche oggi andavo per Padre Raffaele, anche oggi non proprio freddo come il 24 Marzo passato quando anzi stava nevicando, ma anche oggi, su una curva veloce, con la coda dell'occhio ho visto un corpicino immobile i mezzo alla strada ma il mio sguardo si e' fermato sull'occhietto nero e vivo.
Inchiodo e mi accosto, scendo di corsa perche' in pochi secondi quella cosina sarebbe diventata uno dei tanti "gatto silvestro" che si vedono sulle strade.
Una macchina passa e mi suona come per dire "sei matto !" ma chissenefrega.
Mi avvicino ed era immobile, accovacchiato come se covasse, non muove una piuma anche se mi vede che mi avvicino.
Questa volta non era una capinera ma un pettirosso, lo prendo in mano, lo tengo a mo di nido e lo carezzo sulla testa,
Sembra integro, forse solo una botta sul parabbrezza di una macchina.
Comunque lo avvolgo in un panno e lo tengo sotto osservazione per un po'.
Non si muove, resta al calduccio e cosi' mentre continuo il viaggio passa un'oretta.
Mi dico, o sei morto o ti devi trovare proprio bene li.
Lo riprendo in mano al ritorno, quando sono nei paraggi del posto dove l'ho trovato.
Sembra imbambolato ma gli occhi sono quelli di un uccellino sano.
Mi inoltro tra gli ulivi e lo metto sull'indice a mo di posatoio.
Si guarda intorno, gira la testa per guardarmi e via, come se niente fosse :-)
Ok, un pettirosso in piu', un gatto silvestro in meno.

estefano

sabato 14 novembre 2009

ri-leggo: "Gesù, insegnaci a pregare"

Gesù, insegnaci a pregare
Maddalena di Spello - Marietti – 2009

Capitolo X: Sei mesi dopo

"Un giorno si e un giorno no vado a Boulogne per visitare la tomba dei miei e per "aprire la posta", come si dice, e incontrare gli amici dell' Italia."

Questo breve capitolo suscita in me sentimenti di tenerezza nel sentire Maddalena che parla della sua Francia, dei ricordi dell' infanzia, del fatto che va a visitare la tomba dei suoi genitori e che senti il bisogno di incontrare "gli amici dell'Italia" anche se solo via posta elettronica.

Mi torna in mente anche che proprio grazie ad internet ho ritrovato Maddalena, dopo cinque anni da quel giorno in cui un frate me ne aveva parlato ... "spello+maddalena+accoglienza" su Google ed ecco che ti trovo il sito. Una mail e dopo qualche giorno ero li ... ormai sono passati piu' di cinque anni.
Momento importante per me quello, l'inizio della ripartenza perche' la strada che stavo percorrendo anche se con buone intenzioni non mi avrebbe portato a nulla, anzi, adesso posso dire che forse mi avrebbe portato fuori strada.

Ma per tornare al libro, il messaggio che Maddalena voleva trasmettere in queste due pagine di questo decimo capitolo era un'altro, ma il bello dei libri e' proprio qui, nel come possa essere diverso per ogniuno di noi, leggere la stessa riga e provare sentimenti ed emozioni cosi' diversi tra loro.

"Il Paradiso per me,
sei tu Signore
e che cosa si puo' desiderare
in piu' di Te?"

Sara' che siamo di generazioni differenti, o forse c'e' la componte discriminatoria del sesso, so che un tempo, malgrado la rivoluzione di Gesu', uomo e donna non erano considerati sullo stesso piano dalla religione cattolica, o forse perche' abbiamo conosciuto il Signore con modalita' diverse, pero' a me non viene naturale fare il raffronto su come veniva descritto il Signore prima ( forse prima del CV II, ma non mi convince questa spiegazione ) e come viene mostrato ora a noi dalla Chiesa.

"Chiesa che insegna che Dio e' amore [...]"

Io non credo che prima del Concilio la Chiesa non insegnasse questo, altrimenti come avrebbe potuto arrivare fino a noi? Era un linguaggio diverso sicuramente, ma sempre fedele alla missione affidatagli da Gesu' stesso. Con le debolezze e gli errori degli uomini, ma sempre guidata dallo Spirito. Il problema fondamentale e' la durezza del nostro cuore. Durezza che e' il risultato delle nostre ferite che mai abbiamo il coraggio di guardare e di curare. Troppo difficile, piu' facile prendersi una pasticca (metaforicamente) e continuare a fare quello che secondo noi e' la "lotta per la nostra felicita'".
Dio e' Amore, se non guardiamo a Dio come fondamento dove poggiare le basi della nostra vita, la ricerca della verita' e' una corsa senza meta per strade piene di insidie.

estefano

giovedì 5 novembre 2009

ri-leggo: "Gesù, insegnaci a pregare"

Gesù, insegnaci a pregare
Maddalena di Spello - Marietti – 2009

Capitolo IX: Il cammino

Sono quattro o cinque volte che rileggo queste due paginette scarse ...
Mi viene da saltarlo questo capitolo ma non mi sembra giusto non spendere neanche una parola.
Devo dire che mi lascia perplesso perchè non ci trovo spunti di particolare interesse eppure è un argomento importante.
Forse non capisco io cosa voleva dire Maddalena, anzi sicuramente è così.
Ma la mia impressione è che si sia come toccato un argomento importante ma immediatamente sia stata ritratta la mano, quasi nascondendola usando come velo l'episodio del Vangelo di san Luca.
Certamente il "cammino" ad un certo punto della vita inizia.
Certamente la modalità non è la stessa, ed è diversa per ognuno di noi.
Sicuramente allontanarsi dal mondo è utile, necessario a volte, ma non è una condizione necessaria per incontrare Gesù.
Ma Maddalena infatti non dice neanche questo ...
In me ad esempio è un'esigenza fortissima, che si traduce in fughe nei posti più impensati ...
ma forse capisco perchè non ha speso troppe parole.
E' un argomento troppo complesso, troppo personale, bastava appunto toccarlo con un dito per risvegliarlo in noi.

estefano

martedì 3 novembre 2009

1 Novembre 2009 - Festa di tutti i Santi

Regalo di Nani


estefano

sabato 17 ottobre 2009

ri-leggo: "Gesù, insegnaci a pregare"

Gesù, insegnaci a pregare
Maddalena di Spello - Marietti – 2009

Capitolo VIII: Le vie del Signore

“Cosi’, per me, dopo otto lunghi anni lontano da Lui, Gesu’ mi ha ripresa per la pelle del collo, come si riprende un gattino che sta giocando in mezzo all’insalata.”

E’ vero !
E’ inutile soprattutto per noi che lo abbiamo incontrato, o che crediamo almeno di averlo incontrato, stare li ad arrovellarci su come poter trasmettere a chi ci è caro il tesoro che abbiamo scoperto e che “secondo noi” loro non vedono.
C’è un tempo e un modo per tutti, non non possiamo fare nulla per influenzarlo.
L’iniziativa è sicuramente la Sua e le strade che percorriamo sono le più disparate ma tutti alla fine arriviamo al centro che è Gesù.
Certo, non dobbiamo cadere nel fatalismo o nell’apatia, ma dobbiamo tenere sempre a mente che è come dice Maddalena, è Lui che ci riprende “per la pelle del collo come un gattino.


“Sarà una follia, oggi oso scrivere:
Il Signore m’insegno’ Lui, per primo le cose.”

Mi ritrovo anche qui, in questa affermazione.
Non è presunzione, anzi riconosco la mia ignoranza ed incapacità, la mia svogliatezza e la fatica che faccio quando provo ad approfondire qualche argomento.
E’ Lui che ci parla con una lingua che si ascolta e si capisce solo con il cuore umile.


“Il Signore di Teresa era anche il Mio Signore!
Piu’ tardi compresi, anche tramite questa vera madre della mia anima, l’importanza del padre spirituale e mi misi ad aspettarlo, fiduciosa in lei!”

Maddalena ha aspettato qualche mese, che lei dice “lungo” … c’è chi invece aspetta anni, chi magari non lo troverà mai un padre spirituale. In un periodo della mia vita anche io ho pensato che mi era necessario. Mi sentivo come monco non avendo un padre spirituale. Anzi era peggio, perchè la persona che doveva esserlo e che mi accompagnava in un modo o in un altro era diventata una specie di amicizia, cosa che e’ vera anche ad oggi ( e che per me è preziosa).
E’ stato anche motivo di sofferenza questo, poi proprio Maddalena mi ha fatto capire che bisogna chiederlo al Signore, e allora ho iniziato a chiederlo … ma è durato poco perchè ho capito, forse sgbagliando, che non serve chiedere perchè Lui sa gia’ tutto.
Mi dirai che Gesù nel Vangelo ci sprona a chiedere con insistenza … è vero, ma ci sprona a chiedere le cose buone per noi e ci ricorda che noi chiediamo male, ecco perche’ non otteniamo. Allora io non chiedo, perchè quello che è buono per me, lo sa solo il Signore, non certo io.

estefano

martedì 13 ottobre 2009

Un caso . . .



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Ieri ennesima tromba d'aria a Roma. Feriti, anche una povera ragazza che ha perso la vita . . .

Ma un'altra cosa e' successa, forse un caso, ma la Madonnina che sovrasta Roma da oltre 50 anni ha ceduto ed e' precipitata giu' dal basamento che la sorreggeva su Monte Mario.

E' una statua, ma fa ugualmente male vederla caduta in terra e gravemente lesionata.

Ed e' una cosa che mi turba un po' e mi fa pensare . . .

estefano