L'era della cornacchia
Un mio amico, tanti anni fa, aveva una cornacchia che viveva nel suo giardino e li rimaneva perché gli spuntavano le ali regolarmente e quindi non poteva volare via.Io ero affascinato da questo uccello “esotico” perché 30/35 anni fa le cornacchie non c'erano a Roma, non c'era internet, non c'erano i documentari su youtube come ci sono adesso; insomma, quando ero da Richi, il mio amico, rimanevo come un antico romano davanti ad un elefante.
Comunque le cornacchie, anche se poco, le conoscevo perché le avevo viste ed osservate da lontano. Infatti l'estate andavo in vacanza in Umbria, sui colli che circondano Spoleto. Anche li le cornacchie non esistevano all'epoca, ma con papà che era una specie di esploratore degli anni '70, attraversando i passi impervi intorno a Spoleto perché a quei tempi non c'era il traforo che c'è ora verso la Valnerina, passavamo nel lato opposto al nostro e per me era come entrare in un altro mondo, in un altra dimensione, straniera ma affascinante. Quando poi andavamo nei pressi di Norcia, potevo ammirare questo uccello così bello ed intelligente che pascolava nei prati degli altipiani della zona, sognando di poter arrivare prima o poi ad un nido e prendermi un piccolo da allevare. Fino a qui la mia storia con le cornacchie fino a pochi anni fa ...
Ora le cose sono cambiate, si sono rivoltate le situazioni perché la cornacchia è oramai padrona di Roma, delle periferie e dei dintorni. La trovo anche quando torno sulle mie montagne umbre, ormai è un po' ovunque. All' inizio fu quasi una bella sorpresa ma è durata poco. Adesso è un'invasione.
Ma perché ?!?
Perché la cornacchia è un uccello spazzino, è onnivora, una specie di maiale con le ali.
Mangia tutto quello che trova, è intelligente, ha imparato a riconoscere i cassonetti della raccolta differenziata, ingurgita con avidità tutto quello che trova.
Ma la cosa più triste è che purtroppo è anche predatrice, distrugge le nidiate di passeri, merli, tortore, cardellini, verdoni ... insomma tutto quello che nidificava a Roma. Ma non è raro vedere una cornacchia scappare inseguita da un passero o da un merlo, perché se attaccata diventa vigliacca e scappa gracchiando inseguita da un uccello cinque volte più piccolo di lei.
Ma qui a Roma, quando a primavera, le cornacchie fanno incetta di uova e di nidiacei, lei, furba e scaltra, dall'alto di un tetto o di un lampione si guarda attorno, e quando vede un po' di traffico anomalo verso una grondaia o un cespuglio, piomba come un falco sul nido e lo sbaraglia.
Ricordo i pomeriggi d'estate passati dietro alle persiane per ripararmi dal caldo con il sottofondo delle cicale, il cinguettio insistente dei passeri e il tubare delle colombe ... ora si sente il gracchiare lugubre della cornacchia, i passeri sono ormai rarissimi, quasi estinti mentre prima erano ovunque, erano l'uccello che poteva essere considerato l'emblema di riserva di Roma dopo l'aquila.Le tortore sono praticamente sparite. Le tortorelle rosa, che erano un po' come i piccioni, anche loro importate in verità, non le timide tortore, quasi impossibili da vedere posate su un ramo e che spiavo all'abbeverata in Umbria, quelle che passano come proiettili tra una macchia e l'altra di pini o di querce.
Intanto in questi giorni invece, le cornacchie stanno già preparando i loro nidi, e anche in questo sono anomale rispetto agli altri uccelli che nascondono i loro nidi con cura, li rendono invisibile agli occhi non allenati dell'uomo e degli altri predatori.
La cornacchia no, fa il nido in vista. Con tracotanza, l'espone agli occhi di tutti, tanto sa di essere lei la predatrice, il suo nido non lo toccherà nessuno.Ci gracchia con quel suo verso urlante vicino, come per dire, qui comando io, voi state zitti e girate al largo.
Insomma, l'uccello che tanto amavo è ora un uccello che quasi odio tanto che a volte ho pensato di fare una caccia selettiva.
Proprio oggi mi chiedevo perché da un po' riflettevo e mi sentivo colpito così nel profondo da questo fenomeno. Poi mi sono reso conto che è un sentimento che nasce dal mio cuore che è stato colpito dalla cornacchia e dagli altri uccelli vittime di lei.
Perché la cornacchia è immagine dell' uomo d'oggi.
Avido, prepotente, egoista, pronto a distruggere e ingurgitare tutto, pronto ad approfittare del più debole, ma vigliacco quando attaccato, disposto a scappare senza provare un minimo di vergogna. La cornacchia urla come urla l'uomo di oggi convinto che piu' urli piu' hai ragione dell'altro. La cornacchia veramente puo' essere considerata il nostro corrispettivo nel regno animale. Una stonatura.
Questa riflessione mi ha incuriosito e dato che mi sono sempre piaciute le immagini allegoriche, ho fatto qualche velocissima ricerca e ho trovato che anche Fedro ha usato la cornacchia come allegoria di una certa categoria di persone in una delle sue favole. Quindi sono forse cose che tornano, o forse sono state sempre li ma qualcuno le nota, altri no, altri, fanno finta di non vedere.
Per tornare alla caccia “selettiva” che avevo pensato, magari proponendola contanttanodo la LIPU per sentire se mai hanno pensato ad intervenire per ridurre il numero degli esemplari di cornacchia, mi sono ricreduto pensando al Vangelo e alla parabola della zizzania.
In fondo, chi sono io per ridare “equilibrio” a questo mondo dei volatili ?
Eliminando la cornacchia eliminiamo forse il male ?
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