giovedì 7 maggio 2009

Capitolo delle stuoie - 2009

Si è svolto da poco ad Assisi, e in particolare sotto un tendone davanti alla Prorziuncola, credo per la prima volta dopo secoli, un incontro tra tutte e 4 le famiglie francescane, che rappresentavano tutte le fraternità del mondo ... appunto come successe ai tempi di Francesco.

Credo non si sia trattato di un avvenimento di poco conto e da quello che ho potuto leggere immagino ci sarà una nuova spinta nelle famiglie che si ispirano a san Francesco per guardare avanti con un occhio però attento alle origini, per affrontare la difficile realtà di oggi che coinvolge anche l' Ordine Francescano in tutte le sue espressioni.

Ho potuto leggere l'intervento di Padre Raniero Cantalamessa che tutti conosciamo per la sua profondità e semplicità di esposizione ( non per questo è il predicatore della Casa Pontificia ).

Nel suo intervento mi hanno colpito molte cose ma in particolare il fatto che ha voluto sottolineare come questi 800 anni dall' approvazione della regola si riferiscano alla regola "non bollata", quella cioè approvata "a voce" da Papa Innocenzo III e che è andata persa ... anche se si conosce il contenuto, ma che era certamente diversa da quella così detta "bollata" approvata successivamente e che conteneva delle variazioni ... dall'idea iniziale di san Francesco ... ma non ho titolo per parlare di questo ... e neanche la necessaria conoscenza. Però ....

Altro tasto importante che in questo caso non è necessariamente diretto ai soli frati è l'atteggiamento che abbiamo come francescani e/o simpatizzanti di san Francesco. Cadiamo spesso nell' errore di guardare a Francesco come modello. San Francesco aveva come modello Gesù ... quindi i francescani dovrebbero guardare a Gesù e non a Francesco, guardare a Gesù con gli occhi di Francesco ma non fermarsi a san Francesco ... errore che evidentemente facciamo in molti.

Ancora, questo sempre per i frati ... ma non solo. I primi Francescani, non erano "pastori" ... anzi, era quasi tutti illeterati ... erano "pescatori", non "pastori" ... e oggi anche noi di chi abbiamo bisogno ?!?!? Credo che Padre Raniero abbia colpito quasi nel centro del problema della crisi della Fede e anche delle vocazioni. E' importante la figura del Pastore ma non da meno quella del Pescatore ... e questa è sicuramente una delle caratteristiche principali del francescano, come religioso ma credo anche come secolare.

Ultima cosa che mi ha colpito, ma questa è esclusivamente rivolta ai frati, fr. raniero ha parlato dell'abito ... di quanto sia importante indossare l'abito che ha scelto Francesco. Non solo perchè è un segno di riconoscimento che rimane importante per la gente, ma anche perchè ci ricorda la croce, infatti Francesco così lo ha voluto, disegnato come una croce, come un Tau.

Onestamente, mi sembra che i frati che io conosco indossino quasi sempre l'abito e sicuramente nelle occasioni più importanti sempre, ma se c'è stato questo riferimento, ci sarà un motivo. Io credo più interno alla vita del singolo frate più che al segno esterno malgrado abbia sottolineato questo aspetto parlando anche della sua esperienza personale.

Ma come dicevo prima, non ho nessun titolo per poter parlare di questi argomenti, ma lo faccio con amore perchè sapere che tutti i frati, di tutti i colori, le Clarisse e il Terzo Ordine (di un solo colore ora) si sono incontrati, dopo 800 anni, ancora una volta alla Porziuncola, è motivo di gioia e di speranza anche per me.


estefano

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